Dopo il lockdown da Covid, potrebbe arrivare il momento del lockdown energetico per l’imminente autunno, quando inizieranno a farsi sentire concretamente le conseguenze della guerra in Ucraina e dello stop alle forniture russe di gas.
L’allarme,
fra i tanti, è stato lanciato anche da Confcommercio, che ha stimato che
i prezzi delle bollette in Italia sono destinati a crescere enormemente nei
prossimi mesi.
Tra le
iniziative al vaglio dei governi europei ci sono:
- lo
spegnimento delle vetrine degli esercizi commerciali e la riduzione
dell’illuminazione urbana;
- la
riduzione delle temperature nelle case – presumibilmente di 2 gradi centigradi
– e dello spostamento in avanti dell’accensione dei riscaldamenti condominiali;
- l’uso
dell’acqua calda potrebbe essere precluso in alcune ore del giorno;
- la chiusura anticipata degli uffici pubblici e
dei negozi.
Nonostante
tutto, non è il momento di ricercare i colpevoli di questa crisi immane, e mi
limito solo a dire che avere un unico fornitore, qualunque sia il settore, è un
errore madornale che nessuno si può permettere di fare, soprattutto se si
tratta di una Stato.
Nel mio
piccolo, non potrei dormire sugli allori se la mia azienda avesse un solo
cliente, sebbene altospendente, così come non potrei dormire tranquillo se l’azienda
avesse un solo fornitore.
Basterebbe
che quest’ultimo chiudesse “i rubinetti” e io sarei costretto
a chiudere l’azienda.
Comunque,
come dicevo, non è il momento di distribuire le colpe. Piuttosto, è il
momento di trovare soluzioni. E alla svelta.
Personalmente,
non ho la pretesa di risolvere problemi a livello nazionale, molto più grandi
di me, ma, insieme ai miei collaboratori, mi limito a trovare, testare e
consolidare soluzioni per ogni singola azienda, come la mia e la tua.
C’è da dire,
ancora, che nessuna soluzione sarebbe esaustiva se non in un’ottica di cambiamento
di rotta. Quasi a dire: “finora si è fatto così e ora farò
diversamente, per il bene della mia famiglia, della mia azienda, del mondo
intero.”
Un uso consapevole degli strumenti
in azienda non vuol dire soltanto alleggerire le bollette di centinaia (o
migliaia, a seconda dei casi) di euro al mese, ma anche dare una mano
all’ambiente.
Ecco 9
azioni semplici per ridurre i consumi in azienda:
- spegni le luci che non servono. Sostituisci le
lampadine vecchie con luci a led.
- Anche quando fai una breve pausa, attiva
la funzione stand-by o sospensione del PC. Un tipico computer da ufficio
acceso per 9 ore al giorno arriva a consumare fino a 175 kWh in un anno.
- Se non utilizzi il computer per più
di un’ora ricordati di spegnerlo, perché la funzione stand-by continua a
richiedere corrente elettrica e un PC in tale stato può consumare anche più di
20W all’ora.
- Oltre al computer è necessario
spegnere tutti gli accessori e driver esterni quando non vengono utilizzati
(monitor, casse, HD esterni, ecc.).
- A fine giornata stacca il cavo del
PC dalla presa: anche da spento il computer continua ad assorbire energia.
- Al termine di ogni giornata
lavorativa non dimenticarti di spegnere e scollegare la stampante per
evitare inutili consumi di energia nelle ore notturne.
- Controlla la temperatura negli uffici:
superare i 20°C è uno spreco.
- Sensibilizza i tuoi collaboratori su
questi temi.
- Usa stampanti multifunzioni a
freddo.
Quale ruolo può giocare la stampa a
freddo nel ridurre i consumi nella tua azienda o nel tuo studio professionale?
La stampa a
freddo è una tecnologia che ha molti vantaggi rispetto a quelle laser ed inkjet
termica.
La
tecnologia laser
utilizza una grande quantità di calore per riscaldare il toner e per fissarlo
sulla carta. Per farti un esempio, il consumo di questa tecnologia, nella fase
di riscaldamento, è pari a un forno da cucina a 180°.
A riprova di
ciò, tutti noi possiamo notare quanto sia caldo un foglio appena
stampato con questo tipo di stampante.
Anche la
classica stampante inkjet utilizza, anche se in maniera minore, il calore,
necessario per riscaldare l’inchiostro e far sì che venga espulso dalla
testina.
La
tecnologia di stampa a freddo, invece, non utilizza il calore per trasferire
l’inchiostro sulla carta, ma solo un piccolo impulso elettrico.
Ed è questa
la ragione perché è da preferire alle altre stampanti.
Ecco alcuni
tra i più importanti vantaggi della stampa a freddo:
- non
richiedendo preriscaldamento all’accensione, consuma fino all’83% in meno;
- non
avendo l’unità fusore (il forno), riduce in modo considerevoli i consumi
energetici;
- avendo
pochi componenti da sostituire, garantisce un minor impatto ambientale;
- non
utilizzando calore, ci sono meno componenti soggetti a usura. Quindi, di
conseguenza, si riduce il numero di interventi di assistenza.
- non
richiedendo riscaldamento all’accensione, è possibile iniziare subito a
stampare;
- il processo di stampa è fino al 50% più
veloce rispetto a quello delle stampanti laser.
Quindi, la stampa a freddo ti garantisce meno consumi, più rispetto dell’ambiente, più produttività.
Per richiedere informazioni, chiama il numero verde 800 13 46 46.
Oppure scrivi a info@iros.it